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Oncopatia nella causalità di Servizio
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Problematiche Medico-Legali e Medico-Lavoristiche in un caso di Mesotelioma Pleurico.
 

U. Bolognesi*, G. Cenname**, G. Sciandone***.

* I Scuola di specializzazione in Medicina Legale della S.U.N.

** Specialista in Medicina Legale presso la S.U.N.

*** Direttore del Dipartimento Assistenziale di Scienze

 Medico-Legali del Policlinico Universitario della SUN

 

1. Introduzione           

 

Le problematiche medico-legali che si profilano nella trattazione della sussistenza di un nesso causale o concausale  tra il servizio svolto da un vigile del fuoco e l’insorgenza di una patologia neoplastica, quale il mesotelioma pleurico, sono molteplici e di complessa trattazione. Il caso pervenuto all’attenzione permette di affrontare l’annoso problema delle oncopatie in tema di riconoscimento dei benefici previsti dalla disciplina sulla causalità di servizio, con particolare riferimento al corretto uso della criteriologia medico-legale. Gli Autori, dunque, al fine trattare con completezza e chiarezza un tema in cui le discipline medico-legale e medico-lavoristica si sovrappongono e si completano vicendevolmente, hanno ritenuto utile premettere alcune considerazioni in merito all’eterogeneità con cui la giurisprudenza di merito si è espressa.


2. Il Fatto

 
Il sig. C.P. aveva prestato servizio nei Vigili del Fuoco fin dal 03.11.1971; il dato anamnestico lavoristico risulta essere sintetizzato dal Foglio Matricolare e Caratteristico del lavoratore, da cui si riporta: “Servizio Militare: 6 LUG. 1970 – 30 OTT. 1971: ha prestato servizio militare di leva nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ai sensi della legge 13 ottobre 1950 n. 913… Reclutamento – Nomina – Promozioni – Cessazione dal servizio: 3.11.1971: iscritto nei quadri del personale volontario del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli con D.M. del3.11.71…1.7.1972 richiamato in servizio temporaneo per esigenze di carattere straordinario per gg. 20 con decorrenza dal 1.7.1972…20.7.1792: caduto di forza per mobilitazione…10.5.1973: vincitore di concorso a 1140 posti, viene nominato vigile permanente in forza ed assegnato al Comando VV.FF. di Torino…08.05.1973: nominato Vigile Permanente a tutti gli effetti (minist. N. 56440) a decorrere dal …10.05.1973…1.1.1984…promosso alla qualifica di Capo Squadra…promosso alla qualifica di Capo Reparto…a decorrere dal 1.1.1995…perduto di forza per decesso dal 5.8.2004… Incarichi speciali – Missioni – Licenze Straordinarie – Dislocamenti – Trasferimenti: 1.8.1975 trasferito al Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Caserta…1.7.1981: Trasferito al Comando Provinciale VV.FF. Napoli…12.02.1996: Trasferito dal Comando Provinciale di Napoli al Comando Provinciale VV.FF. di Massa Carrara…24.03.1997: trasferito dal Comando di Massa Carrara al Comando VVFF di Latina…14.2.98: trasferito dal Comando di Latina al Comando VV.F di Caserta…14.11.98: trasferito dal Comando di Caserta al Comando di Napoli…Malattie sofferte durante il servizio: 23.10.74…27.10.74: influenza… 11.7.74…2.1.75: mialgia reumatica… 11.3.80…11.3.80: ammalato…5.10.80…5.10.80: ammalato…9.7.1993…14.7.93: crisi vertiginosa – cefalea…1.1.97…9.1.97: lombosciatalgia… 20.11.2003…4.08.2004: gg 259 mesotelioma pleurico…”.
Il primo ricovero per la patologia di interesse risulta essere quello presso la Divisione di Tisiologia dell’A.O. “Monadi” di Napoli dal 04.12.2003 al 24.12.2003, con diagnosi di dimissione di “…mesotelioma pleurico...”; durante il ricovero riferisce di essere stato in relativa buona salute fino a tre mesi orsono quando ha accusato dolore in sede basale sinistra. Per tali motivi il p. pratica Rx torace che evidenzia opacità omogenee in sede sovra-diaframmatica…si ricovera per ulteriori accertamenti…” Copia di Cartella Clinica n. (2003 037162) relativa al ricovero presso la I Divisione di Chirurgia Toracica dell’A.O. “Monadi” di Napoli dal 30.12.2003 al 13.01.2004, da cui si riporta: “diagnosi di dimissione: versamento pleurico sin…05.01.04…referto istologico:… mesotelioma pleurico maligno, bifasico… quadro immunofenotipico coerente…13.01.04…Rx torace PA-LL: …opacamente apico parietalo basale sncon disventilazione basale e visibilità in tale sede di estremo distale di tubo di drenaggio. Ombra mediana nei limiti…”.
Seguiva un nuovo ricovero presso la I Divisione di Chirurgia Toracica dell’A.O. “Monadi” di Napoli, dal 19.01.2004 al 27.01.2004, con diagnosi di dimissione dimesotelioma pleurico bifasico sinistro… ”, a seguito della quale veniva seguito domiciliarmente fino alla morte.  Il Dipartimento di Medicina Sperimentale della Seconda Università di Napoli, in data 17.06.04, certificava che “…dalla documentazione acquisita da questo Registro Mesoteliomi…cartella clinica A.O. Monadi di Napoli…questionario RENAM sulla storia di lavoro ed abitudini di vita…risulta che il Signor C.A. …inserito nella casistica del Registro…, è affetto da mesotelioma pleurico istologicamente accertato in soggetto con esposizione professionale certa ad amianto…”.
Infine, il Vigile del Fuoco, in data 06.09.04, perveniva a morte presso il proprio domicilio, così come evincibile dalla copia della scheda di morte, che attestava che “…il sig. C. A.…è decduto…per…causa iniziale: mesotelioma pleurico… causa intermedia: insufficienza respiratoria cronica… causa terminale: insufficienza cardio-respiratoria acuta…”.
La moglie del defunto, dunque, richiedeva i benefici concessi dalla disciplina sulla causalità di servizio, al fine di ottenere la pensione privilegiata ordinaria, ritenendo la patologia sofferta dal marito dipendente da causa di servizio.

3. Problematiche medico-legali di valutazione del mesotelioma pleurico

 

Il mesotelioma presenta aspetti molto particolari che lo distinguono da tutte le altre tumori a causa (o meglio concausa) nota. Questi aspetti peculiari, ormai noti alla Letteratura di merito, rendono necessaria la applicazione di criteri diversi da quelli seguiti per le altre neoplasie provocate da agenti chimici o fisici già nella fase della diagnosi, poi in quella della valutazione del nesso causale ed infine, come sempre più spesso avviene, in quella giudiziaria della individuazione di eventuali comportamenti colposi rilevanti.

La definizione del nesso causale con l’amianto, inoltre, è talora difficile poiché, mentre in tutti i tumori a concausa nota esiste una chiara correlazione dose/risposta, questa correlazione non è altrettanto chiara per il mesotelioma (23): esso infatti può manifestarsi anche in conseguenza di esposizioni ad asbesto molto basse per intensità e/o per durata (20). La comprovata capacità patogena di dosi molto basse di amianto, la attuale mancanza di conoscenze riguardo al livello di esposizione al di sotto del quale l’effetto non è più osservabile e la peculiare importanza di fattori di suscettibilità individuale rendono complessa anche la valutazione delle responsabilità e degli eventuali comportamenti colposi.

La diagnosi di mesotelioma risulta essere più complessa quella di tutte le altre neoplasie, poichè la peculiare caratteristica di tale tumore è infatti costituita dal suo estremo polimorfismo istologico (21). Poiché nei cavi pleurico e peritoneale, oltre al mesotelioma, si localizzano spesso metastasi di tumori primitivi situati in organi anche lontani che possono restare clinicamente silenti, il momento diagnostico-differenziale è molto impegnativo. È ormai diffusamente accettata e proposta con rigore dai più recenti trattati (1) la regola secondo la quale una diagnosi certa di mesotelioma può essere formulata soltanto dopo esame istologico compiuto su materiale abbondante (almeno 10 grammi di tessuto secondo Cotes e Steel) (2) completato da una indagine estremamente accurata sui principali organi ed apparati (invasivo-chirurgica o clinicostrumentale) che permetta di escludere con sicurezza ogni altro possibile tumore primitivo. Le recenti tecniche istochimiche aggiungono valore alla diagnosi istologica ma non possono sostituirla, ad esempio quando applicate su cellule esfoliate nel versamento: in mancanza dell’esame istologico e si dispone soltanto di accertamenti citologici su liquido di versamento, o istologici su scarso materiale (agobiopsie), o radiologici, la diagnosi di mesotelioma deve essere limitata al livello di “possibilità”: nessun tipo di considerazione collaterale rispetto all’iter diagnostico corretto può rafforzare conclusioni diagnostiche intrinsecamente deboli in quanto raggiunte con metodo inadeguato e giustificare la elevazione di una diagnosi di “possibilità” al livello di “probabilità” o peggio a quello di “alta probabilità” prossimo alla certezza (13). Una diagnosi di “possibilità”, infatti, potrebbe essere accettata in campo assicurativo/sociale, ove la decisione si uniforma al criterio in dubio pro misero, ma non può valere in sede giudiziaria, in particolare in tema di colpa medica, ove, per giurisprudenza consolidata, sono richieste certezze o, quanto meno, probabilità molto alte (21); in tema di causalità di servizio, invece, tale valutazione dovrebbe fondamentalmente rifarsi alla giurisprudenza contabile e lavoristica di merito, non sempre coerente.

Relativamente agli  aspetti di rilievo per il nesso causale, per il mesotelioma l’amianto, soprattutto di tipo anfibolico, è il fattore eziologico principale ma in una quota di casi dell’ordine del 20-30% del totale altri fattori eziologici debbono essere ammessi. La definizione del nesso di causalità, come per gli altri tumori a concausa nota, dovrebbe tener conto pertanto del fatto che una discreta percentuale di casi esula dall’ambito considerato, in quanto prodotta da altri fattori eziologici.

Caratteristica peculiare del mesotelioma, che rende in certi casi assai difficile il giudizio conclusivo sul nesso causale, è la mancanza di una chiara correlazione dose-risposta. Nelle coorti di soggetti esposti ad amianto, infatti, casi di mesotelioma si sono verificati anche a seguito di esposizioni modeste o modestissime per intensità e/o per durata, a differenza della asbestosi che è strettamente correlata alla entità della esposizione ossia alla dose cumulativa di fibre inalate. Quando nella storia del caso singolo esistono riferimenti sicuri ad una pregressa significativa esposizione ad amianto o, meglio ancora, indicatori biologici di avvenuta esposizione come i corpuscoli dell’asbesto nell’espettorato o nel BALF, nella pratica la probabilità che sussista un nesso causale amianto-tumore viene considerata assai più elevata del 70-80%, applicabile quando manchino notizie anamnestiche, e viene considerata prossima alla certezza, anche se sul piano puramente teorico la percentuale di probabilità che l’amianto sia il fattore causale rimane invariata (13, 21).

Nei casi di mesotelioma da amianto accertati con procedimento diagnostico corretto e con convincente verifica dell’esistenza del nesso di causalità, altre caratteristiche peculiari del tumore rendono complesso il chiarimento degli aspetti rilevanti in campo giudiziario e cioè delle eventuali responsabilità civili e penali.

 

Questi ulteriori aspetti sono:

1) Il lungo periodo di latenza compreso tra l’inizio della esposizione ad amianto e la comparsa del tumore con avvio del meccanismo patogenetico nel breve intervallo di tempo immediatamente successivo all’inizio della esposizione (13).


2) La potenzialità patogena per il mesotelioma di “dosi” di amianto basse o molto basse.

 

3) La autosufficienza del meccanismo patogenetico nel corso della lunga latenza, ossia la rilevanza scarsa o nulla di esposizioni successive a quella iniziale che lo ha avviato.

 

4) La importanza peculiare della suscettibilità individuale, che nel mesotelioma gioca un ruolo particolarmente evidente.

 

5) Il possibile potenziamento della azione cancerogena dell’amianto da parte di agenti virali esogeni.

Sembra infine utile ricordare, anche al fine di introdurre la successiva analisi della giurisprudenza di merito, che tale patologia è presente nell’elenco delle malattie per le quali la denuncia è obbligatoria ai sensi e per gli effetti dell’art. 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni ed integrazioni. Tale elenco, approvato  con D.M. il 27.04.2004, è costituito da:

 

Lista I: malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità;

Lista II: malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità;

Lista III: malattie la cui origine lavorativa è possibile.

Il mesotelioma è contenuto nel Gruppo IV (‘malattie dell’apparato respiratorio non comprese in altre voci’) della Lista I e riconosce come agente identificativo, insieme ad “asbestosi polmonare”, “placche e/o ispessimenti della pleura” e “tumori del polmone”, l’asbesto.

4. Analisi della giurisprudenza di merito in tema di patologia neoplastica e causa di servizio



 
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